OT: 10 - 10
Tante emozioni e tanti bei ricordi.
Per non riempirvi le release di miei 10 “vecchi”, ho preferito farne un’off topic, spero vi piaccia. Era necessario? Assolutamente no, ma avevo voglia di scrivere.
Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not - Rock - 2006
Anno dei 18 anni. Fidanzato con una ragazza che bella, brava e intelligente è dire poco. Andava tutto bene, anche a calcio stavo facendo un anno importante. Ma quell’anno ho dovuto affrontare tutta la questione burocratica sulla morte di mio padre e sono partito per la tangente. Mia madre non mi sopportava più da quanto lo sparavo a tutto volume dalle casse (del vecchio stereo di papà), ma oggi quando capita di ascoltarli mi sorride e mi guarda con gli occhi dell’amore. Frenesia pura, “The View From The Afternoon” credo sia uno dei 10 pezzi di apertura più belli della storia. E’ finita che quell’anno mi sono fatto bocciare, ho mollato quella santa di ragazza e mi sono rotto il ginocchio, però faccio una carbonara della Madonna. E quando ascolto questo capolavoro sorrido felice.
Fleet Foxes - Fleet Foxes - Alternative Folk - 2008
Il mio amico “Mangiasuoni” (manchi cumpà) ci ha fatto una bella parlata e me lo sono riascoltato molto volentieri. Mi ricorda quando Paolone li cantava in casa e io provavo a suonare il cassone e a fargli le controvoci con scarsi risultati, che bello. Mi ha ricordato quando con Fabio, Ste e Dieghen abbiamo provato a fare la cover di “Your Protector”, mi ricordo quando li ascoltavo con Laura. Un sacco di ricordi stupendi in questo viaggio tra boschi, prati innevati e scogliere dalle quali ammirare l’oceano mosso.
Bon Iver - 22, A Million - Alternative - 2016
Al terzo ascolto di questa off topic ho avuto un’illuminazione: non è che il ritorno a casa, per assurdo, mi fa pensare alle persone che mi mancano, anche se queste sono più vicine? Mi è venuta in mente quella volpe di Nicole che scappa nella foresta sorridendo, il viaggio fino a Villafranca con Fra, Albi ecc per vedere questo live meraviglioso, mi viene in mente quando con il Rampant guardavamo Justin fare “8 circle” con la chitarra solo davanti ad una ragazza che era quasi senza emozioni mentre noi stavamo morendo. Picchi di introspezione da abbracci forti.
Cold War Kids - Robbers & Cowards - Alternative - 2006
Ci sono persone che ti cambiano la vita anche senza entrarci troppo. Matteo è una persona abbastanza timida, con un fare tutto suo, ma che mi ha cambiato la vita in un modo semplice quanto incredibile: condividendomi il suo hard disk con la sua musica. E questa band californiana è diventata dal primo ascolto una delle mie preferite. Anche qua mi ricordo tanti bei momenti e amici, ma uno su tutti: Maxi che ci sballa quando gli facevo “Hospital Beds” con la chitarra.
King Crimson - In The Court of The Crimson King - Prog Rock - 1969
Mi ricordo, tra i CD di mio padre, questa copertina spaventosa che mi inquietava. Capitava spesso che prima di andare a giocare a calcio mi faceva ascoltare un album e un giorno gli chiesi di farmi ascoltare questo e lui mi disse “meglio se lo ascoltiamo un’altra volta, fidati”. Dopo un po’ di giorni, una sera, col suo modo di fare da santone volle farmi un discorso. “Hai 14 anni, so che tra i tuoi amici cominciate a farvi le cannette, che ne dici se ti faccio provare prima io?”. E’ uno dei ricordi più belli che ho, perché rappresenta la sua anima più pura e sincera, che è ancora forte dentro di me. Una volta finito e appurato che stessi bene, disse “ora è il momento di ascoltarlo”.
Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon - Alternative - 1973
Anche qua potrei raccontarvi almeno due o tre storie su mio padre, ma non voglio diventi una seduta di psicoterapia. Vi racconto di due persone che mi ricorda questo album. La prima è Ferro: quando andai a vivere da solo, chiesi ad un po’ di amici delle cose da fare: le scrissi su dei post it che attaccai al muro e decisi che, quando questo fosse caduto, avrei fatto quella cosa. Lui mi disse di ascoltare questo capolavoro al buio, di sera, da solo: ti ringrazio ancora! L’altra persona è Ste, uno dei musicisti più incredibili che abbia mai conosciuto. Cantavamo “Time” insieme e veniva pure bene bene (quella e “Cody” dei Mogwai).
MF DOOM - Operation: Doomsday - HIP HOP - 1999
Scoperto tardissimo, è diventato uno dei miei preferiti di sempre al secondo o terzo ascolto. Pietra miliare del più grande di sempre, che ascolto almeno un paio di volte all’anno e che mi da sempre tanto. Gasa come i pazzi, una delle più grandi opere rap/hip hop mai partorite. Mix tra flow e produzione è semplicemente perfetto, una roba sconvolgente.
Sigur Ròs - ( ) - Post Rock - 2002
Qualche sera fa ho fatto ascoltare a Ele “Untitled #3” (o Samskeyti, che si potrebbe tradurre come “connessione tra due persone”), spiegando che è un po’ la mia “canzone della buonanotte”. E mi ha ricordato quando abbiamo coniato questo termine con Maxi e Diego, mentre guardavamo “Heima”, dove questa viene cantata in mezzo a candele in una stanza al buio. Quindi “nostra” canzone della buonanotte. Un capolavoro che si chiude con una delle esplosioni più emozionanti di sempre, “Untitled #8” che non ha mai fallito nel farmi piangere ogni volta ascoltata live. Riascoltare “( )” è sempre un percorso emozionale, tra ricordi con quei due cretini (<3) e viaggi mentali interminabili. Un lavoro stimolante e coinvolgente anche al millesimo ascolto.
John Coltrane - Om - Jazz - 1968
Un album postumo, 29 minuti di un’unica traccia tutta sperimentale, avanguardia pura. Si dice che sia il peggior album di Coltrane, che sia un brutto viaggio in LSD, ma io ci trovo tutto quello che non avevo mai trovato nella discografia di nonno Luciano. Grande appassionato di Jazz puro, sapere che aveva un’opera del genere mi ha scioccato. Mi ricordo quando l’ho ascoltato per la prima volta, un sabato mattina seduto davanti allo stereo, sconvolto da questa cacofonia e follia pura. E’ stata un’ondata di elettricità. Siccome se sto facendo questo lo devo soprattutto a mio papà e mio nonno, non potevo non metterne uno per ricordare anche lui. Forse quello che lo farebbe più incazzare di tutti, ma apprezzerebbe la non banalità.
Jeff Buckley - Mystery White Boy - Rock - 2000
Uno dei regali più belli che mi fece papà fu dvd+album in questione. A parte Jeff in questo live è l’uomo più bello del mondo, mi impressionò subito una cosa: sembra che lui volesse morire cantando quelle canzoni. Non ho mai visto nessuno così dentro alla propria arte, così bravo e disperato allo stesso tempo. “What Will You Say” rimarrà la canzone che mi ricorda più papà (solo “Release” dei Pearl Jam può giocarsela) e quindi che mi fa più piangere. Un capolavoro triste che vi aiuterà se avete bisogno di piangere e non riuscite (bisogna farlo).












Tutta bella roba ♥️
Se non l’hai visto il documentario su Jeff è da vedere ❤️🩹 e i sigur ross uno dei live più belli di sempre!